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Scontro fra Allegri e Calvo dopo Siviglia: cosa è successo

Al termine del match che ha sancito l’eliminazione dall’Europa League, il tecnico e il dirigente hanno avuto un diverbio.

La serata di Siviglia è stata ad alta tensione in campo e fuori. Oltre all’eliminazione, ci sarebbe stato anche un diverbio fra Allegri e Calvo, con la dirigenza che si aspettava di arrivare in finale in una stagione così travagliata.

Il ko di Siviglia brucia ancora. La Juve ha perso l’ultima chance di conquistare un trofeo in questa stagione e rimarrà a bocca asciutta per il secondo anno di fila. Ora l’ultimo obiettivo rimasto è mantenere la zona Champions League in campionato. Ma sarà un’impresa, vista l’incombente nuova penalizzazione per il caso plusvalenze in arrivo lunedì 22. Dunque, altra annata fortemente negativa per Max Allegri, che continua a predicare calma e rimandare tutto alla prossima stagione. Ma la sua posizione non è così salda.

Juve, diverbio Allegri-Calvo a Siviglia: il tecnico ora rischia il posto

(Photo by CRISTINA QUICLER / AFP) (Photo by CRISTINA QUICLER/AFP via Getty Images)

La partita di Siviglia ha decretato il fallimento totale della Juve. Due anni senza trofei, gioco inesistente e difficoltà continue alle quali i tormenti extracampo sono solo una parziale giustificazione. La società, nonostante tutto, si aspettava di giocarsi almeno la finale di Europa League arrivati a questo punto, ma il gol di Lamela nei tempi supplementari ha infranto anche questa speranza.

E al termine del match ci sono stati diversi strascichi. Secondo quanto riporta Tuttosport, oltre alle dichiarazioni dei protagonisti, nello spogliatoio ci sarebbe stato anche un diverbio fra Allegri e Francesco Calvo. Il CFO era deluso dalla prestazione che è costata l’eliminazione, ma tra i due ci sarebbe anche una forte distanza di vedute sulla programmazione. Allegri ha la fiducia di John Elkann, che ha indicato nel tecnico livornese l’uomo chiave per superare le difficoltà, ma è chiaro che nella prossima stagione la musica dovrà cambiare e di molto. E non è detto che in panchina resti lui.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni