Alex Sandro-Juventus: i dettagli, Mandzukic sorride

Alex Sandro sarà nel giro di poche ore un calciatore della Juventus: dopo il blitz della serata di ieri che ha sostanzialmente concluso l’affare in pochi minuti, già oggi dovrebbe arrivare l’annuncio ufficiale. Si tratta di un grande colpo da parte della Vecchia Signora, che si è assicurata un’alternativa ad Evra giovane e valida. Alex Sandro ha soli 24 anni (contro i 29 dell’alternativa Siqueira) e sbarcherà a Torino in cambio di 20 milioni di euro più 2 di bonus. L’intesa con il calciatore è stata raggiunta sulla base di un quinquennale da 2,5 milioni di euro.\r\n\r\nDopo aver ricevuto il no definitivo da parte del giocatore al rinnovo di contratto, il Porto ha aperto alla cessione e Marotta ha letteralmente bruciato la concorrenza, su tutti il Manchester City. ‘Tuttosport’ parla addirittura di possibile esordio domenica contro l’Udinese allo Stadium e tra i più felici per l’arrivo di Alex Sandro ci sarebbe Mario Madzukic, che da quando è sbarcato a Torino ha avuto i cross con il contagocce. L’arrivo del brasiliano consentirà al croato di avere maggiori rifornimenti e una conseguente possibilità di aumentare la percentuale di score.\r\n\r\nCon l’acquisto di Alex Sandro, si sposta definitivamente sulla mediana Kwadwo Asamoah, il cui rientro è previsto entro tre settimane. Ora, alla rosa bianconera – che ha attualmente 5 esuberi, ossia Isla, De Ceglie, Rossi, Pasquato e Llorente – manca ancora un trequartista: secondo le ultime indiscrezioni pubblicate oggi da ‘Tuttosport’, si farà un tentativo estremo per Julian Draxler dello Schalke 04, senza però sforare il tetto massimo imposto da Agnelli di 25 milioni di euro. Se fallisse l’assalto al nazionale tedesco, tornerebbe di moda Henrikh Mkhitaryan del Borussia Dortmund: i rapporti con Mino Raiola, agente del calciatore armeno, sono ottimi, ma c’è da lavorare sul prezzo. Mkhitaryan fu prelevato dallo Shakhtar Donetsk per 27 milioni di euro, la Juventus non vuole andare oltre i 20 milioni.\r\n\r\n[jwplayer player=”1″ mediaid=”83463″]

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Pubblicato da
Alberto Zamboni